domenica, 04 maggio 2008

Mad world...

 

 (tears for fears).


postato da: joemi alle ore 04:58 | link | commenti (1)
categorie: nellintimità
venerdì, 02 maggio 2008

Tante cose

Tante cose che probabilmente stanno cambiando. Ho sinceramente paura di quello che succederà sul lavoro. Ma non voglio pensarci, per lo meno non ora.

Un amico sta per partire per Jakarta, un altro si è trasferito a Londra per lavoro. Che strano. Non l'avrei mai detto, per lo meno non lui.

Un altro amico sta per venire da Londra a Milano per festeggiare il suo compleanno.

Sorseggio vino che sembra aceto e sto a pensare, scrivere qualche programma e rimango in attesa.

Ogni tanto rivedo facce del passato e rimango un po' indifferente, ma non riesco a mentire, a mentire a me stesso intendo.

Stasera vado a ballare con l'amico di Jakarta. Che cosa curiosa: abbiamo passato un pomeriggio molto carino terminato con un buon aperitivo proprio di fronte ad una piazza vetra oramai completamente ripulita. Parlavamo di gioielli, di gioiellieri, e curiosamente non era una cosa frivola. D'altro canto la gioielleria esisteva prima della parola scritta, vogliamo parlarne?

Dovrei spendere delle parole probabilmente riguardo alcune cose importanti che sono successe, ma non me la sento. Non sarebbe neanche rispettoso probabilmente. Tanto per me quanto per gli altri.

"Da quanto ho detto fin qui mi pare che il concetto di leggerezza cominci a precisarsi; spero innanzitutto d'aver dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca"

(Italo Calvino, Lezioni americane)

 


postato da: joemi alle ore 22:12 | link | commenti
categorie: nellintimità
mercoledì, 05 marzo 2008

Ci sono ancora...

... ma sono in Patagonia. Ho preso delle vacanze e finalmente sono partito. Probabilmente le vacanze mi stanno facendo bene perchè oltre a rilassarmi mi sto rendendo conto che stavo un po' lasciando troppo stare le cose importanti della vita. O per lo meno, importanti per me.

Questa foto l'ho scattata nel Parco Nazionale di Ushuaia, a sud della Patagonia.

Joe_Ushuaia

Il periodo ad Ushuaia è stato interessante e piacevole. Questa è la città vista dal Canale Beagle, quasi a cavallo del confine con il Cile...

Ushuaia

Chiaramente nessun viaggio in una zona sub artica (o subantartica, come in questo caso) è completa senza pinguini...

Pinguini

Questa mattina invece ho lasciato Ushuaia alla volta di El Calafate, una sorta di cittadina un po' finta ma molto piacevole in cui ho scoperto questo parco naturale (la Laguna Nimez) per uccelli migratori che viene gestita direttamente dall'Università della Patagonia Australe...

Calafate

Beh, per ora è tutto. I prossimi giorni li passerò passeggiando per i Ghiacciai e facendo un po' di trekking. A bien tot.

 


postato da: joemi alle ore 01:17 | link | commenti (3)
categorie: nellintimità, i giorni dopo
domenica, 23 dicembre 2007

Un po' di aria fresca

Ci voleva, decisamente. Ogni tanto fa bene fermarsi.

Un piccolo pensiero, e Buone feste a chi ogni tanto capita da qui.

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi la carità, niente mi giova.

La carità è paziente, è benigna la carità;
non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,
non manca di rispetto, non cerca il suo interesse,
non si adira, non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità.

Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.

Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.

Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato.

Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa;
ma allora vedremo a faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

(Paolo di Tarso)


postato da: joemi alle ore 12:45 | link | commenti
categorie: nellintimità
mercoledì, 17 ottobre 2007

Visto che tanto...

Lo ammetto: per un singolo istante avevo creduto che qualcuno potesse rispondermi. E non me ne frega niente delle regole di comunicazione, del fatto che davanti o dietro certa gente ci siano team editoriali esperti e persone che consigliano quando sì o quando no.

Era una domenica mattina: i miei erano in liguria come al solito e stavo tornando da via Vitruvio dove ero andato a comperare il pane: avevo appena parlato con mio padre e gli avevo detto come battuta "sai, ho raccontato la tua storia al Ministro Mastella". L'arrosto era nel forno e tutto sembrava fare presagire ad una bella domenica tranquilla.

I ragazzi stavano per arrivare e casa profumava di buono e di pulito.

Il mio rito mattutino prevede che vada su news.google, dia un'occhiata a quanto in prima pagina, le solite ricerche con le keywords che mi interessano e poi in giro per blog sorseggiando una tazza di caffè.

Era stata tanta, forse troppa la polemica: politici che si aprono blog in giro, accusati di sapere o no la lingua inglese, critiche feroci e furiose, cose con cui non faccio molta amicizia. Spesso chiudo conversazioni in modo brusco quando ho solo l'impressione di essere attaccato o che la discussione si faccia pesante.

Finisco sul suo blog: l'hanno fatto a pezzi. Mah, forse è normale: l'altro blogger l'ha battuto come una fettina di vitello per le scaloppine e questo ha causato l'onda anomala di commenti ed umanità varia che si scatena per un nonnulla.

Mi sembra faccia una discussione interessante: sulla giustizia, su quello che possa significare e chiede un confronto.

Spesso sono attento al periodare. Mi piacciono scritti diretti e sinceri e disprezzo la propaganda.

Sulla spalla del blog c'è scritto: "niente commenti volgari o insulti, il resto ben accetto", o qualcosa di simile.

E allora vai con la tastiera e ricomincia a scrivere di quel fatto che quando eri pischello t'aveva ferito. Cerchi di non diventare patetico, tieni a freno i sentimenti o le animosità. Provi ad essere onesto e ti affidi al click di invio sapendo che le tue parole verranno vagliate, studiate, collocate, soppesate, valutate in funzione di una qualche metrica di valore che probabilmente è addirittura indipendente da te. Ti firmi, con nome e cognome, nella speranza che aumenti il peso di ciò che stai dicendo ed invii.

Signor Ministro,
credo sia inevitabile, nel momento in cui ci si rivolga a qualcuno, ottenere consensi o dissensi.

Per quanto possa capire io di diritto credo che nessuno Stato, che si possa reputare civile, possa volere la vendetta e non la correzione, per quanto questo possa sembrare strano. Mi rifaccio alle parole fatte dire a Socrate nel Critone "so bene che questo principio è e sarà condiviso da pochi: non bisogna ricambiare ingiustizia con ingiustizia, nè fare del male ad alcuno, qualunque torto ci si trovi a subire".

L'attenzione maniacale al privato, a quel supposto torbido che secondo alcuni deve per forza esistere penso sia frutto del pregiudizio: avevo diciotto anni quando mio padre tornò a casa una sera sconvolto e raccontò a cena che un giudice gli aveva detto "sappiamo bene come sono i funzionari pubblici" e con questa frase lo condannò, alla fine di un processo penale.

Mio padre fu assolto in appello perchè il fatto non sussisteva e comunque non costituiva reato. Era il periodo dopo mani pulite ed eravamo a Milano.

Abbiamo la nefasta mania, tutta italiota, a sfiduciare: e mi permetto di dirlo perchè ho lavorato in svariati paesi in europa e mai mi è capitato d'essere attaccato come persona e non per il mio operato. Ma questo, qui, è quotidianità sul lavoro.

Penso che quando non si abbia nulla da dire o da fare, in quel momento, si rivolgono le proprie manie psicotiche sul lavoro altrui tentando di distruggerlo, come per prendersi una sorta di rivalsa contro il mondo. Ecco fiumi di intercettazioni, ecco supposti reati e aitanti aizzatori di moralità. Vorrei chiederLe: abbiamo una legge sulla responsabilità civile e penale dei giudici. Mi scuso in anticipo per la mia ignoranza, ma dare un giro di vite e rendere responsabile la casta dei giudici e dei PM è impossibile? Perchè quei signori non vengo giudicati quando sbagliano? Perchè lupo non mangia lupo?

Mi scusi per lo sfogo ma ne ho le scatole veramente piene.
Cordialmente,
X Y

Questa mattina, ancora una volta, compio il rito del caffè, delle rassegne stampa, dei giornali che leggo sempre: oggi si apre SMAU e sarò in stand tra qualche ora. Passo anche sul suo blog e vedo che ha scritto altre cose, pubblicato altri commenti.

Nessuna risposta. So già: questo commento per chi c'è dietro quel blog non è mai arrivato, non è mai stato scritto. Allora perchè non venga dimenticato lo pubblico io.



postato da: joemi alle ore 07:33 | link | commenti (2)
categorie: biscotti bruciati, nellintimità, lasciatemistare