mercoledì, 05 marzo 2008

Ci sono ancora...

... ma sono in Patagonia. Ho preso delle vacanze e finalmente sono partito. Probabilmente le vacanze mi stanno facendo bene perchè oltre a rilassarmi mi sto rendendo conto che stavo un po' lasciando troppo stare le cose importanti della vita. O per lo meno, importanti per me.

Questa foto l'ho scattata nel Parco Nazionale di Ushuaia, a sud della Patagonia.

Joe_Ushuaia

Il periodo ad Ushuaia è stato interessante e piacevole. Questa è la città vista dal Canale Beagle, quasi a cavallo del confine con il Cile...

Ushuaia

Chiaramente nessun viaggio in una zona sub artica (o subantartica, come in questo caso) è completa senza pinguini...

Pinguini

Questa mattina invece ho lasciato Ushuaia alla volta di El Calafate, una sorta di cittadina un po' finta ma molto piacevole in cui ho scoperto questo parco naturale (la Laguna Nimez) per uccelli migratori che viene gestita direttamente dall'Università della Patagonia Australe...

Calafate

Beh, per ora è tutto. I prossimi giorni li passerò passeggiando per i Ghiacciai e facendo un po' di trekking. A bien tot.

 


postato da: joemi alle ore 01:17 | link | commenti (3)
categorie: nellintimità, i giorni dopo
martedì, 13 novembre 2007

Ciao

Ed ho cominciato a piangere e sorridere contemporaneamente

"E potremmo ritrovarci seduti con le mani in mano, a farci delle domande e biasimare le persone per quello che hanno o non hanno fatto, o per quello che ignoravano. Non lo so. Immagino ci sarà sempre qualcuno a cui dar la colpa.
(…)
E poi Dio, per non aver impedito tutto questo, insieme ad altre cose decisamente peggiori. E per un po’ l’ho fatto, ma col tempo non ci sono più riuscito. Perchè ho capito che non mi avrebbe portato da nessuna parte. Perchè non era questo il punto.

Non sono come sono per via di quello che ho sognato o che mi sono ricordato (…). E’ questo che ho capito, quando la situazione è tornata tranquilla. E’ penso che sia molto importante rendersene conto. E’ diventato tutto più chiaro, più sensato. Non fraintendermi. So che quanto è successo è grave. E che era necessario che me ne ricordassi.
(…)
Quindi immagino che siano tanti i fattori che ci fanno essere come siamo. Molti, forse, non li conosceremo mai. Ma, anche se non possiamo esere noi a decidere da dove veniamo, possiamo scegliere la nostra meta. Cercando di sentirci a posto."

The perks of being a wallflower (tr. Ragazzo da parete)
Stephen Chobosky, 1999


postato da: joemi alle ore 23:20 | link | commenti
categorie: i giorni dopo, lasciatemistare
lunedì, 25 giugno 2007

Just did it

- "Gio', ma com'è possibile che tu non guardi proprio nessuno?"
- (silenzio) "... beh, sai, da quando è successo tutto il casino non mi va di conoscere persone, di parlare con gli altri..."
- "Sai, credo che aiuti chiamare le cose con il proprio nome. Fanno un po' meno paura..."

(Al More, sabato a pranzo)

- "Tu vuoi indietro i tuoi soldi ed il documento..."
- "... okay i soldi, ma questa è la preghiera di Padre Pio!!!"
- "tienila, ne hai bisogno"

(uscita del Berghain, ore 5.55)

- "Oh look! there's a cute little Knut there!"
- "Yeah, you know Berlin is the city of the Bear, and Knut was born here... it's packed of cute bears in Berlin... I'm sure you'll enjoy your stay"
- "will do" (wink!)

(albergo Shoneberg, al bell'orsetto che c'era in reception)

E tante tante altre cose belle. Ci sono rimasto bene, per la bellissima città, e male: perchè mi rendo conto che Milano fa schifo.

Mah...

L 

Monumento ai caduti dell

 


postato da: joemi alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: nellintimità, i giorni dopo, lasciatemistare
domenica, 20 maggio 2007

Che l'acqua scorra copiosa

Sto lasciando l'acqua della doccia scorrere. Forse da un'ora, non ho idea.
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Mi tranquillizza lo scroscio...



...riesce un po' a scalzare i pensieri incessanti che navigano nella mia mente....
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Dovrei lavarmi, vestirmi ed uscire ma non ne ho particolarmente voglia.
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Vorrei accendere la musica e riempire le orecchie di quella.

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Rido pensando a quante parole conosco che derivano dalla radice di stare.

Sorrido pensando a quanto è curiosa la vita che ti mette davanti a situazioni inaspettate. Una dichiarazione di affetto, una persona del passato che ripiomba nella mia esistenza completamente mutata. "Uno della lista" come direbbe qualcuno che è stato depennato. "Ti dico no perchè mi voglio bene" e non è nè colpa tua nè mia, sono semplicemente così le cose e no: non aspettarmi perchè vado in bagno a lavarmi la faccia ed il tuo odore. E sì, mi piace, ma è meglio così, e scelgo per me e per te. Dopodomani vedo il mio uomo, Alessandro, il mio marinaio, e ci incontriamo al porto. E sarà breve, qualche minuto ed arrivederci alla prossima ed un sorriso. Proprio con lui che mi conosce meglio di chiunque altro e di me stesso. Ed i pensieri scorrono ma senza scroscio. E come al solito mi chiedo se ci sarà qualche notizia, se prima o poi i tartari dal deserto arriveranno e sorveglio il fortino.


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........................................................................ e sogno.

postato da: joemi alle ore 15:53 | link | commenti
categorie: nellintimità, i giorni dopo
lunedì, 19 marzo 2007

Common people

Passato il weekend. Ileso, per fortuna. Sto cercando di scendere a patti con me stesso e lo sto facendo seguendo forse la strada più dura.

Tutta la settimana scorsa l'ho passata via, sull'isola, cercando di avere a che fare con le persone e risolvendo diversi problemi di lavoro, o meglio, cercando di convincere le persone a darmi tempo per discutere e trovare le soluzioni.

Le mie sensazioni non mi hanno tradito: uomo numero n, conosciuto, con cui non ho voluto scopare alla prima uscita, che mi ha fatto l'interrogatorio e con cui ho parlato. Uomo numero n con cui si sono fatti discorsi importanti, dalla ratifica delle unioni gay all'adozione.

- "Come fai ad essere favorevole alle adozioni gay? Non vedi quanti là fuori sono persone totalmente inaffidabili? Non sono fedeli, scopano con chiunque a rischio d'ammalarsi e passarla al loro compagno"
- "Vedi, hai racchiuso in un concetto l'essenza della discriminazione: formulare giudizi in base ai preconcetti. Sarò presuntuoso, ma credo che se io fossi un padre tenterei di essere il padre migliore che esiste. Io non sono perfetto, anzi. E credo che nel mucchio ci siano persone migliori e peggiori di me. E cerco d'affermare un principio che valga per tutti"

E così sapevi già che avresti archiviato in poche ore l'uomo numero n.

E così a ruota libera inizi come al solito a raccontare di te, delle tue cose, notando che spesso è frustrante essere mollati lì al bar con la scusa 'aspetta un attimo, prendo le chiavi della macchina ed arrivo' e resti qualche cinque minuti di rito per poi girare i tacchi come al solito e notare che quel 'carino' era riferito ad una persona che vive solo nella testa dell'altro, ma non sei tu.

Gli amici s'affollano a dirti di lasciar stare e fregartene ed alla fine sei tu stesso a convincerti che forse hanno ragione, e che non ne vale la pena. E' una strana situazione di stallo in cui sei costretto a rapportarti con gli altri anche quando non vuoi e ti rendi conto che è inumano pensare che parte del tuo benessere non passi anche attraverso un sorriso di un'altra persona.

Mi sono svegliato abbracciato al mio ex fidanzato con cui ho convissuto per un po': aveva vegliato su di me nel sonno.

Ho deciso che questa volta metto seriamente mano alla teoria delle stringhe ed arrivederci. Almeno per un po' troverò qualcosa che posso comprendere. L'animo umano forse, veramente, non lo voglio più conoscere.


postato da: joemi alle ore 09:14 | link | commenti (4)
categorie: biscotti bruciati, i giorni dopo, lasciatemistare