sabato, 30 giugno 2007

Amici - di @@@@@@

 

 


postato da: joemi alle ore 12:11 | link | commenti
categorie: arte, favola, guanti bianchi
domenica, 14 gennaio 2007

Alone in Kyoto

Pure minimal, downbeat minimal, upbeat minimal, electro minimal, electro, electro house, house, e giri, giri giri e quindi electro trance.

No, non sono andato a ballare. Mi sono mixato da solo.

Ah Fabry: ti capisco - era musica così bella che avrei mollato lì tutto solo per andarmi a ballare!

(E sì, grazie perchè a causa tua mi sto forzando ad imparare cose che mi piacciono. E lo dico qui, tanto non sai manco questo spazio esista... mi manchi un casino... mi manchi davvero tanto...)


postato da: joemi alle ore 20:51 | link | commenti (3)
categorie: guanti bianchi, nellintimità
sabato, 30 dicembre 2006

Decisioni topiche

Cupelle di parmiggiano con gamberi croccanti e zucchine
Voul au vent con salmone ed avocado
Piccoli aspic di russa
Vino: Pigato

Tagliatelle (orecchiette?) fatte a mano e ragù di porcini
Vino: Gewürztraminer

Fagottini di pollo e porro in crosta
Carote e piselli glassati al balsamico
Vino: Gewürztraminer

Black forest
Infusione di limone e zenzero

Sì, non male. dignitosamente light...

Buon capodanno :)

postato da: joemi alle ore 12:03 | link | commenti (1)
categorie: guanti bianchi
martedì, 26 dicembre 2006

Passato
 
Oggi ho aperto la torta double chocolate con il Baileys che mi era stata inviata da un fornitore dal Regno Unito. Questo di per sè non è un evento degno di nota, a parte il fatto che era... ammuffita. E sì che la data di scadenza in teoria sarebbe stata nel 2009. Invece il dolcetto se ne stava lì, insieme con le sue allegre muffette biancastre a guardarmi dalla latta ed emanare un fetore immane.

Ecco, se fossi Proust ora inizierei a parlare diffusamente delle torte al cioccolato di mia madre, e del ricordo di queste. Ma mia madre non metteva le torte dentro una latta e le sigillava, tantomeno me ne ha mai date ammuffite.

La povera donna forse non immaginava che questa sua azione mi avrebbe impedito oggi, all'età di trentadue anni, di non godere del ricordo di lei in una torta al cioccolato avariata.
Quanto sono oggettivamente colpevoli quelli che sono intorno a noi per gli atti compiuti e per quelli che non hanno compiuto.

Il cuore non conosce il buon senso. Probabilmente al cuore non interessa altro che non sè.
Probabilmente la mia infanzia è stata infelice per questo.

O forse no?

 


postato da: joemi alle ore 14:41 | link | commenti (6)
categorie: guanti bianchi
sabato, 16 settembre 2006

Non so...

... se ho voglia di parlare di lei. Troppo spesso sono stato con lei in completo disaccordo.

Ha passato troppe volte il confine tra ironia e sarcasmo, tra interesse ed ossessione.

Ed io sono stanco di persone amare.

Possiamo raccontarcela in ogni modo. Dire come Rimbaud che fin quando vedrà un bambino, una donna o un innocente soffrire allora Dio non esiste per giustificare e giustificarci atteggiamenti e parole taglienti. Tirare in ballo il divertissement e quindi gli uomini preferiscono non pensare alla morte alla miseria ed all'ignoranza. Sì, bene: ma cui prodest?

Possiamo trincerarci dietro una pagina facendo finta che il percetto altrui non sia l'effettiva realtà, ma in fin dei conti, che cosa cambia quando gli altri ci vedono davvero - perchè aver paura di mostrarsi, paura solo nostra e non degli altri che ci percepiscono?

L'orgoglio che ci erge giudici verso gli altri è quella lancia appuntita che ci rende schiavi delle nostre paure ed ecco nascere la rabbia. E' quell'orgoglio che porta i finocchi nelle piazze col terrore d'essere ripresi dalla televisione o che ci rende da carnefici vittime in pochi istanti.

Nessuna lacrima di coccodrillo: non eravamo amanti platonici prima nè lo siamo ora. Io non riesco ad amare chi non sa amare. Questo non toglie che è stata capace di fare chinare i grandi della terra e, come diceva lei, oltre che scrivere la storia, farla.

C'è una differenza sostanziale tra l'essere un mero Tacito ed interagire come Valchiria del destino con l'uomo che lo compie e con quanti vi assistono.

E come in una delle più classiche tragedie si compie la catarsi attraverso lo scoprirsi del nemico, l'invocazione dell'ira degli dei e quindi la purificazione, la morte.

Di fronte a questa gli uomini che s'accalcano a celebrare o vilipendere, a scannarsi ed azzuffarsi tra loro dimostrano null'altro quanto la natura umana sia ben lontana dall'essere umanizzata.

Sono arrivate le benevole Eumenidi. Buon viaggio. Buon riposo.


postato da: joemi alle ore 07:39 | link | commenti (1)
categorie: guanti bianchi