mercoledì, 12 marzo 2008

La solita giornalista ignorante

Faccio un giro sul Corriere e che vedo? Ecco il titolo "La ricerca di due astronomi pubblicata sulla prima pagina del "new york times" Quanto manca alla fine del mondo? Sette miliardi e mezzo di anni. Il nostro pianeta uscirà fuori orbita a causa dell'attrazione magnetica del sole", firmato dalla Signora Alessandra Farkas.

L'originale del Corriere è qui (e spero non lo tolgano presto), ed è sostanzialmente la traduzione mal fatta dell'articolo online del NYT che trovate invece qui.

Ma che cosa mi fa andare in bestia? L'approssimazione: ovvero l'essere completamente incapaci di discriminare tra le forze fondamentali della natura, nella fattispecie tra l'elettromagnetismo e la gravitazione. E qui non si parla di Relatività Generale (che posso capire alla Signora potrebbe risultare un po' ostica), ma di fisica elementare delle scuole superiori.

Con ordine: quando si parla di carica elettrica, cariche elettriche in movimento, e quindi campi elettrici, eventualmente variabili col tempo, abbiamo a che fare anche con campi magnetici correlati. Punto. Ovvero elettromagnetismo. Tutto assieme.

Quando si parla di masse e loro presenza all'interno di uno spazio, si parla di gravitazione. Punto.

Ora: quale nefasta idea ha portato la Signora a scrivere (e nota bene, l'originale dell'NYT non dice la vaccata che ha interpretato la giornalista) che "il nostro pianeta uscirà fuori dall'orbita a causa dell'attrazione -MAGNETICA- del sole?".

Forse alla Signora dovrebbero dare in mano un magnete ed una manciata di terra e controllare come questo materiale inerte del campo magnetico se ne fotta altamente. Oppure potrebbe notare come, accendendo il forno a microonde che ha in casa, questo non inghiotta l'appartamento dei vicini.

Nell'articolo originale dell'NYT viene riportata la notizia che, da alcuni calcoli, sembra il sole sia decisamente destinato a diventare una gigante rossa. Questo avverrebbe quando la stella inizia a bruciare elio, espandendosi e quindi in buona sostanza inghiottendo la terra e pianetucoli "vicini" nella propria espansione.

Gentile giornalista: cosa diamine c'entra un campo magnetico? Da dove le è uscita una sciocchezza del genere? E sopratutto: cosa le costava chiedere a qualcuno di rivedere le sue nefaste intuizioni prima della pubblicazione?! Ed infine: se non capisce un articolo che cita un lavoro pubblicato, non ne parli, per piacere. Meglio non sapere che essere maleinformati.


postato da: joemi alle ore 11:28 | link | commenti
categorie: biscotti bruciati
giovedì, 21 febbraio 2008

Follie tutte italiane

20-02-2008 - Continua Gara WiMax: raggiunta quota € 106 milioni

 


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categorie: biscotti bruciati
lunedì, 12 novembre 2007

"La signora Henger: una non-attrice... per non dire altro"

baracchi_raffaella_miss

La Signora Raffaella Baracchi, Vedova Bene
(fonte Dagospia)

"Ma chi è Raffaella Baracchi e perché si male-comporta così? L’ex miss Italia, pupilla di Tinto Brass, “molto borghese” figlia di un dirigente Fiat, entra nella vita di Carmelo nell’anno di grazia 1989. E’ impressionato dalla fisicità posteriore della ventottenne ragazza, la coinvolge a recitare in una parte poco vestita nella sua “Cena delle beffe”, quindi la impalma il 2 gennaio 1992 davanti al giudice di pace in Campidoglio. “Diventare la moglie di un simile genio mi fa sentire una dea”, disse la sposina, con una pancia al sesto mese di gravidanza. Ma il loro matrimonio diventa ben presto un inferno. Due mesi dopo, il 4 marzo 1992, lei lo denuncia per botte a mezzo di sedia. Lividi e brividi, in faccia e sulle gambe, guaribili in 5 giorni. Il bebè che porta in pancia, fortunatamente, non patisce conseguenze.

Trascinato in caserma, Bene insulta i carabinieri (che lo denunciano) e controquerela la mogliettina per “truffa, estorsione, tentato omicidio e omissione di soccorso”. E, già che c’è, C.C. contro-querela anche l’Arma dei Carabinieri. E dichiara ai cronisti: “la baracchi non è neppure incinta di me, è una che volevo aiutare e ho sbagliato. Per tre anni s’è fatta mantenere a ostriche e champagne e non ha mai lavorato con la scusa che stava male. Non voglio più vederla, è una poveretta che non merita attenzione”.

(brano tratto dal sito Dagospia, l'originale qui)

 


postato da: joemi alle ore 17:25 | link | commenti
categorie: arte, biscotti bruciati
domenica, 21 ottobre 2007

Per fortuna

JK Rowling dichiara: "Albus Silente è gay" (per chi non lo sapesse, sembra sia il nome italiano di un tale attempato signore, Preside della scuola che il fanciullo Harry Potter frequenta).

Speriamo Mancuso e la sua ciurma ora parta con il revisionismo per i sette (decisamente voluminosi) libri della  scrittrice alla ricerca del Santo Graal dell'omofobia.

Io nel frattempo mi faccio un caffé.


postato da: joemi alle ore 09:03 | link | commenti (1)
categorie: arte, biscotti bruciati
mercoledì, 17 ottobre 2007

Visto che tanto...

Lo ammetto: per un singolo istante avevo creduto che qualcuno potesse rispondermi. E non me ne frega niente delle regole di comunicazione, del fatto che davanti o dietro certa gente ci siano team editoriali esperti e persone che consigliano quando sì o quando no.

Era una domenica mattina: i miei erano in liguria come al solito e stavo tornando da via Vitruvio dove ero andato a comperare il pane: avevo appena parlato con mio padre e gli avevo detto come battuta "sai, ho raccontato la tua storia al Ministro Mastella". L'arrosto era nel forno e tutto sembrava fare presagire ad una bella domenica tranquilla.

I ragazzi stavano per arrivare e casa profumava di buono e di pulito.

Il mio rito mattutino prevede che vada su news.google, dia un'occhiata a quanto in prima pagina, le solite ricerche con le keywords che mi interessano e poi in giro per blog sorseggiando una tazza di caffè.

Era stata tanta, forse troppa la polemica: politici che si aprono blog in giro, accusati di sapere o no la lingua inglese, critiche feroci e furiose, cose con cui non faccio molta amicizia. Spesso chiudo conversazioni in modo brusco quando ho solo l'impressione di essere attaccato o che la discussione si faccia pesante.

Finisco sul suo blog: l'hanno fatto a pezzi. Mah, forse è normale: l'altro blogger l'ha battuto come una fettina di vitello per le scaloppine e questo ha causato l'onda anomala di commenti ed umanità varia che si scatena per un nonnulla.

Mi sembra faccia una discussione interessante: sulla giustizia, su quello che possa significare e chiede un confronto.

Spesso sono attento al periodare. Mi piacciono scritti diretti e sinceri e disprezzo la propaganda.

Sulla spalla del blog c'è scritto: "niente commenti volgari o insulti, il resto ben accetto", o qualcosa di simile.

E allora vai con la tastiera e ricomincia a scrivere di quel fatto che quando eri pischello t'aveva ferito. Cerchi di non diventare patetico, tieni a freno i sentimenti o le animosità. Provi ad essere onesto e ti affidi al click di invio sapendo che le tue parole verranno vagliate, studiate, collocate, soppesate, valutate in funzione di una qualche metrica di valore che probabilmente è addirittura indipendente da te. Ti firmi, con nome e cognome, nella speranza che aumenti il peso di ciò che stai dicendo ed invii.

Signor Ministro,
credo sia inevitabile, nel momento in cui ci si rivolga a qualcuno, ottenere consensi o dissensi.

Per quanto possa capire io di diritto credo che nessuno Stato, che si possa reputare civile, possa volere la vendetta e non la correzione, per quanto questo possa sembrare strano. Mi rifaccio alle parole fatte dire a Socrate nel Critone "so bene che questo principio è e sarà condiviso da pochi: non bisogna ricambiare ingiustizia con ingiustizia, nè fare del male ad alcuno, qualunque torto ci si trovi a subire".

L'attenzione maniacale al privato, a quel supposto torbido che secondo alcuni deve per forza esistere penso sia frutto del pregiudizio: avevo diciotto anni quando mio padre tornò a casa una sera sconvolto e raccontò a cena che un giudice gli aveva detto "sappiamo bene come sono i funzionari pubblici" e con questa frase lo condannò, alla fine di un processo penale.

Mio padre fu assolto in appello perchè il fatto non sussisteva e comunque non costituiva reato. Era il periodo dopo mani pulite ed eravamo a Milano.

Abbiamo la nefasta mania, tutta italiota, a sfiduciare: e mi permetto di dirlo perchè ho lavorato in svariati paesi in europa e mai mi è capitato d'essere attaccato come persona e non per il mio operato. Ma questo, qui, è quotidianità sul lavoro.

Penso che quando non si abbia nulla da dire o da fare, in quel momento, si rivolgono le proprie manie psicotiche sul lavoro altrui tentando di distruggerlo, come per prendersi una sorta di rivalsa contro il mondo. Ecco fiumi di intercettazioni, ecco supposti reati e aitanti aizzatori di moralità. Vorrei chiederLe: abbiamo una legge sulla responsabilità civile e penale dei giudici. Mi scuso in anticipo per la mia ignoranza, ma dare un giro di vite e rendere responsabile la casta dei giudici e dei PM è impossibile? Perchè quei signori non vengo giudicati quando sbagliano? Perchè lupo non mangia lupo?

Mi scusi per lo sfogo ma ne ho le scatole veramente piene.
Cordialmente,
X Y

Questa mattina, ancora una volta, compio il rito del caffè, delle rassegne stampa, dei giornali che leggo sempre: oggi si apre SMAU e sarò in stand tra qualche ora. Passo anche sul suo blog e vedo che ha scritto altre cose, pubblicato altri commenti.

Nessuna risposta. So già: questo commento per chi c'è dietro quel blog non è mai arrivato, non è mai stato scritto. Allora perchè non venga dimenticato lo pubblico io.



postato da: joemi alle ore 07:33 | link | commenti (2)
categorie: biscotti bruciati, nellintimità, lasciatemistare