mercoledì, 31 ottobre 2007

Timed out

[pcube@riemann bin]$ ssh admin@a.b.c.d

admin@10.10.10.111's password:

X>en 15

Password:

X#>debug reload-shutdown

You are about to shut down the system.

The only way to resume system operation after this

is to cycle the power off, and then back on.

Continue?

Y

You are using your debug powers to shut down the box,

despite the fact that you might be doing this over

telnet, and you might not be able to revive that box.

Are you sure you are not abusing your power ?

Y

This is your last chance to regret.

Are you sure you want to shut down ?

Y

 

IT IS NOW SAFE TO TURN THE POWER OFF.

 

Sweet dreams !

Read from remote host a.b.c.d: Connection reset by peer

Connection to a.b.c.d closed.


postato da: joemi alle ore 16:49 | link | commenti
categorie: thats it
sabato, 27 ottobre 2007

Scaricare è reato!

Molly non muore: però è in una stanza di ospedale, quello della Compagnia.

Invece Matt trova che suo padre ha il dono di fare addormentare le persone e vivere loro i propri incubi peggiori.

Nikky si sta facendo curare, mentre Monica scopre di essere una copycat e salta la corda imitando bruce lee.

Ah, il fratello della Irlandese muore fulminato da una bionda americana (quella di Veronica Mars).

Mi sa tanto che Peter finisce a Parigi Montreal con la sorella del morto.

:-) Buon download!


p.s. invece arriva una coppia di finocchi con un abito da 2000 euro di Dolce rovinato dal cane rapito da Susan in Desperate!  E Edie prende le piattole e li passa a Carlos che li passa a Gabrielle che li passa a Victor. La Zia Lily muore, ma lascia un foglietto alla nipote (che mentre questa muore suona la viola... DICO IO!), mentre Phillys scopre che Bree non è incinta e va a riprendersi la nipote.



postato da: joemi alle ore 22:54 | link | commenti (2)
categorie: cinema, favola
domenica, 21 ottobre 2007

Altre riflessioni

Mi sta abbastanza incuriosendo e francamente divertendo, il bailamme intorno la legge Levi Prodi: sì, insomma, quella che se "maleinterpretata" rischierebbe di obbligare chi scrive pubblicamente dei cavolacci propri ad essere iscritto al Registro Unico degli Operatori di Comunicazione.

Non so se le cose siano cambiate rispetto qualche anno fa, ma una riflessione è d'obbligo. Se non erro, in Italia si può essere "giornalisti" in due modi. O come pubblicisti (diciamo giornalisti non a tempo pieno) oppure come giornalisti professionisti. Come pubblicisti bisogna partecipare per almeno un paio d'anni ad una pubblicazione, essere regolarmente pagati, pagare le tasse correttamente eccetera eccetera.

Come giornalisti professionisti, invece, la trafila è un po' più complicata ma dura diciotto mesi, finiti i quali si può sostenere un esame per l'iscrizione all'albo.

Stasera, mentre vaneggiavo come al mio solito, mi sono chiesto che cosa significhi aprire una testata giornalistica e offrire a chi voglia, la possibilità di maturare i famosi articoli pagati per l'iscrizione come pubblicista.

Ho iniziato a fare i conticini e mi sono reso conto che un'attività di questo genere la si mette assieme, su internet, con circa cinquecento mila euro (*) l'anno (esagerando, è chiaro!). Sì insomma: duemila e cinquecento persone che mettessero a testa 15 euro al mese diventerebbero soci fondatori di un nuovo modo di intendere il giornalismo.

Mi piacerebbe vedere la faccia del solerte funzionario del Garante delle Telecomunicazioni che si controlla duemila e cinquecento curricula di persone oneste che si sono svegliate un mattino e hanno deciso di aprire, proprio grazie alla legge alcuni che vorrebbero promulgare, una testata giornalistica. E chiaramente che lo fanno perchè vogliono aggiungersi allo stuolo di pubblicisti che in Italia, diciamocelo, manca :)

Questi solerti paladini di giustizia potrebbero diventare anche gli editori di Wikipedia per esempio, oppure, ancora meglio, potrebbero diventare gli editori di Beppe Grillo. Sì, un po' come l'azienda Cinese Huawei che appartiene ai dipendenti... tutti soci fondatori con lo 0,04% del capitale sociale, e chi vuole far causa fa causa a 2500 persone alla volta :-) Divertente, decisamente divertente...

(*) 500K euro si fan semplici: 50K euro ciascuno ai cinque giovani giornalisti, spese per l'apertura della società, registrazione, bolli, adsl per i nostri giornalisti etc etc. L'ho detto, esagerando! :)

postato da: joemi alle ore 21:12 | link | commenti (5)
categorie: misskappa

Per fortuna

JK Rowling dichiara: "Albus Silente è gay" (per chi non lo sapesse, sembra sia il nome italiano di un tale attempato signore, Preside della scuola che il fanciullo Harry Potter frequenta).

Speriamo Mancuso e la sua ciurma ora parta con il revisionismo per i sette (decisamente voluminosi) libri della  scrittrice alla ricerca del Santo Graal dell'omofobia.

Io nel frattempo mi faccio un caffé.


postato da: joemi alle ore 09:03 | link | commenti (1)
categorie: arte, biscotti bruciati
mercoledì, 17 ottobre 2007

Visto che tanto...

Lo ammetto: per un singolo istante avevo creduto che qualcuno potesse rispondermi. E non me ne frega niente delle regole di comunicazione, del fatto che davanti o dietro certa gente ci siano team editoriali esperti e persone che consigliano quando sì o quando no.

Era una domenica mattina: i miei erano in liguria come al solito e stavo tornando da via Vitruvio dove ero andato a comperare il pane: avevo appena parlato con mio padre e gli avevo detto come battuta "sai, ho raccontato la tua storia al Ministro Mastella". L'arrosto era nel forno e tutto sembrava fare presagire ad una bella domenica tranquilla.

I ragazzi stavano per arrivare e casa profumava di buono e di pulito.

Il mio rito mattutino prevede che vada su news.google, dia un'occhiata a quanto in prima pagina, le solite ricerche con le keywords che mi interessano e poi in giro per blog sorseggiando una tazza di caffè.

Era stata tanta, forse troppa la polemica: politici che si aprono blog in giro, accusati di sapere o no la lingua inglese, critiche feroci e furiose, cose con cui non faccio molta amicizia. Spesso chiudo conversazioni in modo brusco quando ho solo l'impressione di essere attaccato o che la discussione si faccia pesante.

Finisco sul suo blog: l'hanno fatto a pezzi. Mah, forse è normale: l'altro blogger l'ha battuto come una fettina di vitello per le scaloppine e questo ha causato l'onda anomala di commenti ed umanità varia che si scatena per un nonnulla.

Mi sembra faccia una discussione interessante: sulla giustizia, su quello che possa significare e chiede un confronto.

Spesso sono attento al periodare. Mi piacciono scritti diretti e sinceri e disprezzo la propaganda.

Sulla spalla del blog c'è scritto: "niente commenti volgari o insulti, il resto ben accetto", o qualcosa di simile.

E allora vai con la tastiera e ricomincia a scrivere di quel fatto che quando eri pischello t'aveva ferito. Cerchi di non diventare patetico, tieni a freno i sentimenti o le animosità. Provi ad essere onesto e ti affidi al click di invio sapendo che le tue parole verranno vagliate, studiate, collocate, soppesate, valutate in funzione di una qualche metrica di valore che probabilmente è addirittura indipendente da te. Ti firmi, con nome e cognome, nella speranza che aumenti il peso di ciò che stai dicendo ed invii.

Signor Ministro,
credo sia inevitabile, nel momento in cui ci si rivolga a qualcuno, ottenere consensi o dissensi.

Per quanto possa capire io di diritto credo che nessuno Stato, che si possa reputare civile, possa volere la vendetta e non la correzione, per quanto questo possa sembrare strano. Mi rifaccio alle parole fatte dire a Socrate nel Critone "so bene che questo principio è e sarà condiviso da pochi: non bisogna ricambiare ingiustizia con ingiustizia, nè fare del male ad alcuno, qualunque torto ci si trovi a subire".

L'attenzione maniacale al privato, a quel supposto torbido che secondo alcuni deve per forza esistere penso sia frutto del pregiudizio: avevo diciotto anni quando mio padre tornò a casa una sera sconvolto e raccontò a cena che un giudice gli aveva detto "sappiamo bene come sono i funzionari pubblici" e con questa frase lo condannò, alla fine di un processo penale.

Mio padre fu assolto in appello perchè il fatto non sussisteva e comunque non costituiva reato. Era il periodo dopo mani pulite ed eravamo a Milano.

Abbiamo la nefasta mania, tutta italiota, a sfiduciare: e mi permetto di dirlo perchè ho lavorato in svariati paesi in europa e mai mi è capitato d'essere attaccato come persona e non per il mio operato. Ma questo, qui, è quotidianità sul lavoro.

Penso che quando non si abbia nulla da dire o da fare, in quel momento, si rivolgono le proprie manie psicotiche sul lavoro altrui tentando di distruggerlo, come per prendersi una sorta di rivalsa contro il mondo. Ecco fiumi di intercettazioni, ecco supposti reati e aitanti aizzatori di moralità. Vorrei chiederLe: abbiamo una legge sulla responsabilità civile e penale dei giudici. Mi scuso in anticipo per la mia ignoranza, ma dare un giro di vite e rendere responsabile la casta dei giudici e dei PM è impossibile? Perchè quei signori non vengo giudicati quando sbagliano? Perchè lupo non mangia lupo?

Mi scusi per lo sfogo ma ne ho le scatole veramente piene.
Cordialmente,
X Y

Questa mattina, ancora una volta, compio il rito del caffè, delle rassegne stampa, dei giornali che leggo sempre: oggi si apre SMAU e sarò in stand tra qualche ora. Passo anche sul suo blog e vedo che ha scritto altre cose, pubblicato altri commenti.

Nessuna risposta. So già: questo commento per chi c'è dietro quel blog non è mai arrivato, non è mai stato scritto. Allora perchè non venga dimenticato lo pubblico io.



postato da: joemi alle ore 07:33 | link | commenti (2)
categorie: biscotti bruciati, nellintimità, lasciatemistare