sabato, 29 aprile 2006

Decisioni programmatiche

Vado a fare colazione. :)

postato da: joemi alle ore 09:44 | link | commenti
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giovedì, 27 aprile 2006

D-stante

Non so se stupirmene ancora oppure prenderne semplicemente coscienza e lasciare che le cose siano così. Maledettamente no, non riesco a farmene una ragione.

Sono rimasto a casa, dopo aver stirato e messo un po’ a posto: avrei potuto vedere Max stasera, ma di comune accordo lui è rimasto a casa sua a riposare ed io alla mia. Distanti.

L’ho sentito, certo: ma in questo momento la distanza che c’è tra noi non si può misurare in chilometri. E’ una distanza diversa, la distanza dell’anima che vuole proteggermi da lui, da me, dai sentimenti.

Invece altri ti si sentono vicini: eppure li osservi, li ascolti – e non capisci come sia possibile cambiare sempre e continuamente il proprio giudizio, alternando momenti di acredine enorme ad una pacata e tranquilla frequentazione.

Distanza, vicinanza: spazi temporali della mente, e ti rendi ancora conto di essere in corsa ed intorno a te il mondo.

Scruti con attenzione e capisci che più o meno siamo tutti lì, ai nastri di partenza agognando di trovare la realizzazione di noi stessi in una vita sola.

E non ci sono errori, non c’è potenzialmente il male. Siamo tutti convinti in cuor nostro che le ferite date e ricevute siano involontarie, che tutto è giustificabile. Che in fin dei conti è la vita.

Ne siamo convinti, no?

postato da: joemi alle ore 23:32 | link | commenti (3)
categorie: guanti bianchi, i giorni dopo
giovedì, 20 aprile 2006

Frangar, non flectar

"Iustum et tenacem propositi virum
non civium ardor prava iubentium,
non voltus instantis tyranni
mente quatit solida neque Auster,

dux inquieti turbidus Hadriae,
nec fulminantis magna manus Iovis:
si fractus inlabatur orbis,
inpavidum ferient ruinae."



postato da: joemi alle ore 22:52 | link | commenti (1)
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You don't own me

You don't own me,

I'm not just one of your many toys
You don't own me,
don't say I can't go with other boys

And don't tell me what to do
And don't tell me what to say
And please, when I go out with you
Don't put me on display, 'cause

You don't own me,
don't try to change me in any way
You don't own me,
don't tie me down 'cause I'd never stay

Oh, I don't tell you what to say
I don't tell you what to do
So just let me be myself
That's all I ask of you

I'm young and I love to be young
I'm free and I love to be free
To live my life the way I want
To say and do whatever I please

(Instrumental interlude)

A-a-a-nd don't tell me what to do
Oh-h-h-h don't tell me what to say
And please, when I go out with you
Don't put me on display

I don't tell you what to say
Oh-h-h-h don't tell you what to do
So just let me be myself
That's all I ask of you

I'm young and I love to be young
(FADE)
I'm free and I love to be free
To live my life the way I want


postato da: joemi alle ore 08:48 | link | commenti
categorie: cinema, favola, i giorni dopo
sabato, 15 aprile 2006

La mia mente non si ferma mai

Ed eccomi alla vigilia di Pasqua: ieri sera sono uscito con un suo amico. Stasera sto per vedere un ragazzo che ho cononsciuto settimana scorsa, sto per andare a Lodi a parlargli e dirgli che non sono nel momento di vivere una storia: la ragione è semplice, ovvero non voglio.

Sto imparando a gestire la quotidianità: volente o nolente sono obbligato a preporre al sesso altro, e per una persona carnale come me è difficilissimo.

Come al solito ho comperato più cose di quelle che effettivamente mangerò in questi giorni, ma sono fatto così...

"...
parole che restano con noi, - e non andiamo via - ma nascondiamo del dolore - che scivola, lo sentiremo poi, - abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
- è una mancata verità che prima o poi succederà - cambia il vento ma noi no..."

Ho sentito i ragazzi questo pomeriggio: dovrebbero andare al Trap a Brescia, ed io credo che mi sbrigherò abbastanza velocemente stasera a Lodi per poterli raggiungere.

"...ti abbandoni, liberi le mani - non ti piace stare sveglio - meglio di cosi' - non saremo mai - ti addormenti dimmi che lo senti - che ti sta toccando piano - piano quanto vuoi - come le carezze che non hai..."

Sto diventando patetico keppalle.

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!
Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,
il resto di una gioventù che ormai non ho più...
E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,
ora ammetto che la colpa forse è solo mia,
avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.
Minuetto suona per noi,
la mia mente non si ferma mai.

Io non so l'amore vero che sorriso ha...
Pensieri vanno e vengono, la vita è così...

JoeBlack




postato da: joemi alle ore 19:54 | link | commenti (1)
categorie: nellintimitÃ